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N.8 Settembre 2007




Railroads ITA 
Le Ferrovie Italiane 1839-1861


La nascita e la prima fase di sviluppo delle ferrovie italiane riflettono la situazione del paese nell'epoca preunitaria. Ai primi tronchi aperti a partire dal 1839, e nati per motivi di opportunità locale, se ne aggiunsero altri che, se andavano ad aumentare il chilometraggio totale, non rispondevano a criteri di omogeneità e di conseguenza non possedevano un indirizzo strategico di interesse nazionale. I primi stati nei quali fu promossa la costruzione di ferrovie furono il Regno di Napoli, il Regno Lombardo-Veneto e il Granducato di Toscana. Il Regno di Sardegna non fu tra i primissimi stati a dotarsi di questa innovazione, ma in breve tempo riuscì, non solo a colmare il ritardo iniziale, ma a realizzare una rete che costituì senza dubbio il punto di riferimento per un razionale sviluppo del settore in Italia. All'atto della proclamazione del Regno d'ltalia (17.3.1861) le strade ferrate della penisola raggiungevano una estensione di 2.186 km, così ripartiti: 850 km nell'ex Regno di Sardegna, 132 nello Stato Pontificio, 607 nel Lombardo-Veneto, 323 nell'ex Granducato di Toscana, 139 negli ex Ducati di Modena e Parma, appena 128 nell'ex Regno di Napoli che, dopo essere stato il primo ad inaugurare un tronco ferroviario, da Napoli a Portici (3.10.1839), aveva realizzato dei modesti ampliamenti alla rete, tanto da poter elencare solo quattro linee esistenti nel 1860: la Napoli-Cancello-Caserta-Capua, la Cancello-Nola-Sarno, la Napoli-Salerno e la Torre Annunziata-Castellamare di Stabia. Studio di Paolo Norfini, USFI.


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